Contributo IVS: una breve guida

Si sente spesso parlare del contributo IVS, ma non tutti sanno di cosa si tratti veramente. Vorremmo allora proprio per questo motivo cercare di offrirvi una breve guida a questa quota pensionistica davvero molto importante.

IVS è l’acronimo di Invalidità, Vecchiaia e Superstiti. Il contributo relativo nasce quindi per assicurare tutti i lavoratori contro queste tre situazioni che, altrimenti, potrebbero rendere la situazione economica davvero molto difficile vista l’inabilità al lavoro che comportano. I lavoratori dipendenti vedono questa quota contributiva direttamente nella loro busta paga, mentre i lavoratori autonomi devono effettuare il versamento tramite modello F24.

Di cosa si tratta

Cos è il contributo IVS? Cerchiamo di rispondere in modo quando più esaustivo possibile a questa domanda. Come abbiamo in precedenza detto IVS è l’acronimo di tre termini che adesso prenderemo in considerazione un po’ più nel dettaglio:

  • Invalidità. Si tratta dell’invalidità, più o meno grave, in cui è possibile incorrere a seguito di un infortunio, di un incidente o anche di una malattia. Può essere la perdita di funzionalità ad un arto ad esempio, la perdita di un dito, un abbassamento dell’udito oppure della vista, giusto per fare alcuni esempi. Può trattarsi di una invalidità che è diretta conseguenza del proprio lavoro: l’infortunio cioè può avere avuto luogo proprio durante le ore lavorative a causa di macchinari pericolosi oppure di stanze aggressive. Può però trattarsi anche di un’invalidità che con il proprio lavoro non ha alcun tipo di correlazione diretta, perché causata da un incidente avuto alla guida della propria auto, ad esempio, oppure di un incidente domestico. La cosa importate è che si tratti di una invalidità che che può rendere difficile il normale svolgimento dell’attività lavorativa.
  • Ad un certo punto della vita, il proprio corpo inizia a cedere alla stanchezza dell’età. Ci sono infatti acciacchi tipici della vecchiaia come i dolori ad esempio e l’impossibilità di trascorrere molte ore in piedi ogni giorno. C’è un naturale abbassamento dell’udito, della vista, del tono muscolare, del livello di attenzione. Tutte queste caratteristiche tipiche della vecchiaia possono rendere i lavoratori più anziani non più adatti a svolgere la loro attività.
  • Chi sono i superstiti? A chi si fa riferimento con questo ultimo termine? I superstiti sono i familiari di un lavoratore defunto. Il terzo evento quindi che il contributo IVS prende in considerazione, riguarda la morte. Nel caso in cui un lavoratore muoia, non è lui ad avere bisogno di un aiuto, ma i suoi familiari che restano infatti senza il sostegno economico ottenuto sino a quel momento.

Grazie quindi al versamento da parte del contribuente di questa quota pensionistica, si ha la possibilità di ottenere quasi una sorta di copertura assicurativa che garantisce la pensione nel caso in cui eventi di questa tipologia dovessero avere luogo.

Quali sono i contribuenti che devono effettuare questo versamento

I soggetti che devono obbligatoriamente versate il contributo IVS sono:

  • dipendenti del settore privato
  • apprendisti
  • artigiani e commercianti
  • lavoratori autonomi che effettuano la gestione separata
  • coltivatori mezzadri e diretti
  • coloni
  • giornalisti

Possiamo quindi generalizzare, affermando che tutti sono obbligati al versamento di questa quota pensionistica tranne i dipendenti del settore pubblico.

Calcolare il contributo IVS

Non è semplice calcolare il contributo IVS, perché entrano in gioco vari fattori e generalizzare è quindi del tutto impossibile. Dovete infatti prendere in considerazione il settore lavorativo in cui operate e il vostro reddito, le dimensioni dell’azienda e il suo reddito, la vostra età e anche ovviamente la vostra residenza. Capite bene quindi che non solo non si tratta di un valore fisso per tutti, ma si tratta anche di un valore che anno dopo anno può cambiare. Solitamente comunque questo valore oscilla tra il 24% e il 34% dello stipendio.